Sentenza della Corte di Cassazione, n. 18131/2025
Con la pronuncia in esame, la Corte di Cassazione ha ribadito la configurazione del reato ambientale come fattispecie “unitaria” nel contesto del traffico illecito di rifiuti. La Corte ha sottolineato che, indipendentemente dalla natura o pericolosità specifica del rifiuto, la pianificazione e l’organizzazione delle attività illecite assumono rilievo autonomo e sono sufficienti a fondare la responsabilità penale. L’attenzione si concentra così sul carattere strutturato della condotta criminosa, che travalica il semplice compimento materiale dell’illecito, configurando un modello di reato orientato alla gestione sistematica e continuativa dell’attività illecita. La decisione evidenzia, inoltre, l’importanza di valutare l’elemento soggettivo e organizzativo quale parametro essenziale per l’integrazione del reato, rafforzando la tutela penale dell’ambiente contro fenomeni di criminalità organizzata nel settore dei rifiuti.